I cani della Casa Bianca

Dal momento in cui Donald Trump è arrivato a Washington è sempre mancato qualcosa rispetto alle altre presidenze. Come, i cani. Trump è il primo Presidente americano a non averne uno. 

La tradizione però è ripresa da Joe Biden che porta con sé due pastori tedeschi, Champ e Major, che riempiono il vuoto lasciato da Bo e Sunny (di razza pastore d’acqua portoghese) di Obama.

Ma prima di Biden e Obama ci sono stati altri cani presidenziali che hanno fatto la storia. Il collie Rob Roy di Calvin Coolidge è il primo cane a comparire in un ritratto ufficiale della First Family, che è ancora appeso nella China Room.

Grace Coolidge con il collie bianco Rob Roy, 1924.

Il ritratto della First Lady Grace Goodhue Coolidge è dipinto dall’artista Howard Chandler Christy nel 1924 circa, durante la presidenza di Calvin Coolidge. La First Lady Coolidge posa con il suo Collie bianco, Rob Roy. Il ritratto è appeso nella stanza delle porcellane della Casa Bianca, decorata in una tonalità di rosso dello stesso colore del vestito di Grace Coolidge. Calvin Coolidge è stato presidente dal 2 agosto 1923 al 4 marzo 1929.

Mentre Barney, il terrier scozzese di George W. Bush, è il protagonista di una serie di video chiamati Barneycam, diventati così popolari da mandare in tilt il sito della Casa Bianca.

Il video delle serie Barneycam racconta una delle tradizioni della Casa Bianca, il momento delle preparazione degli addobbi natalizi.

Barney, che aveva la reputazione di mordere i giornalisti, non è l’unico First Dog a comparire sui media. Lo springer spaniel inglese di George H.W. Bush è protagonista del bestseller il libro “Millie’s Book: As Dictated to Barbara Bush” (ecco il link del libro), superando la stessa autobiografia del presidente. Divenne anche una star da copertina, posando per Life con i suoi cuccioli nati alla Casa Bianca.

Alcuni cani presidenziali hanno anche partecipato attivamente alle decisioni politiche. Lo Scottie di Franklin Delano Roosvelt, Fala, nome in codice “Informer”, aveva questo soprannome perché attirava così tanta attenzione che i funzionari temevano che mettesse in pericolo la vita del presidente. E i First Dog non hanno l’immunità diplomatica dal canile. Un altro dei cani di Franklin Delano Roosvelt, è stato Major. Si narra abbia strappato i pantaloni di Ramsay MacDonald durante una visita di stato. L’ironia del pastore tedesco, che attacca il primo ministro britannico nel mezzo delle tensioni del 1933, non ha però influenzato gli eventi del periodo.

Altri animali domestici presidenziali hanno contribuito a migliorare le relazioni internazionali. Durante la guerra fredda, il leader sovietico Nikita Khrushchev inviò a John F. Kennedy un regalo, Pushinka (il cucciolo del cane spaziale russo Strelka, mandato in orbita nel 1960 sullo Sputnik 2).

Ma il ruolo principale svolto dai First Dog è sempre stato quello di raccogliere voti. Nel 1928, il pastore belga di Herbert Hoover, King Tut, apparve in una foto della campagna elettorale, usata per ammorbidire l’immagine rigida di Hoover e farlo eleggere. Nel 1994, Roosevelt difese Fala contro un attacco politico repubblicano in un discorso che per molti ha portato le elezioni a suo favore.

L’anno scorso i cani di Biden sono stati protagonisti di un video elettorale di un gruppo chiamato “Dog Lovers For Joe Biden”. Il video mostra i presidenti del passato con i loro cani eliminando Trump, che faceva commenti anti-cani, concludendo: “Scegliete i vostri umani con saggezza”. 

Forse non sapremo mai con certezza se Biden ha portato due cani alla Casa Bianca, o se loro hanno portato lui. Ma come disse Calvin Coolidge: “Qualsiasi uomo che non ama i cani e li vuole intorno non merita di stare alla Casa Bianca”.

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