La Brexit e il resto del mondo

Cosa farà di diverso la Gran Bretagna dopo la Brexit?

Credo, questa sarà la domanda del secolo che tutti i politici si faranno. Se la risposta è che nulla cambierà allora tutte le battaglie fatte negli ultimi 4 anni e mezzo non sono servite a nulla.

Ma se la Brexit porterà la Gran Bretagna a diventare più veloce e ad adattarsi ai cambiamenti facilmente, allora la decisione presa dagli elettori nel 2016 è stata quella giusta.

Non aderire alla campagna vaccini europea ha permesso agli inglesi di muoversi più rapidamente nel raggiungere l’immunità. La Gran Bretagna, ad oggi, ha vaccinato più persone di quanto abbiano fatto Francia, Italia e Germania messe insieme. Se questo significa salvare vite e permettere al paese di uscire al più presto dal lockdown allora senza alcun dubbio la decisione di uscire dall’Europa è stata quella giusta.

A questo punto la domanda più importante a cui rispondere è: che ruolo giocherà la Gran Bretagna nel mondo? Sin dal giorno del risultato del referendum Boris Johnson ha parlato con entusiasmo di come adesso il suo paese avrà un ruolo globale. “Global Britain” queste sono esattamente le parole che ha usato. E le occasioni per dimostralo già non mancano. 

Il Primo Ministro vuole usare il suo turno di presidenza al G7 e la conferenza sul cambiamento climatico delle Nazioni Unite (COP26) a Glasgow per mostrare il ruolo fondamentale che il paese ha. 

Spera di stringere un’alleanza con altre democrazie per contrastare la Cina, infatti Australia, Sud Corea e India sono state invitate a Downing Street proprio per questo. 

La conferenza sull’ambiente di novembre darà la possibilità agli inglesi di mostrare impegno verso il multilateralismo e la capacità di realizzare un vertice efficace. Questo anche grazie alle previsioni positive come l’elezione di Biden e grazie anche alla decisione della Cina di impegnarsi a ridurre le emissioni di Co2 entro il 2060.

Anche se con la Cina, la Gran Bretagna non si sbilancia più di tanto. Se da un lato il fatto che il Paese del Dragone è favorevole a prendere provvedimenti per salvare l’ambiente e quindi considerato un alleato dagli inglesi, sotto altri aspetti è visto ancora con diffidenza. C’è la questione del cotone. Il ministro degli Esteri, Dominic Raab, questa settimana ha condannato il trattamento dei Musulmani in Cina nella regione di Xinjiang. Ammettendo che “ sono soggetti a lavori forzati, torture e sterilizzazione forzata”. 

La maggior parte del cotone cinese proviene proprio da questa regione. La Gran Bretagna prende le distanze da queste forme di sfruttamento e al suo interno  rafforza le misure per far in modo che niente sia realizzato dal lavoro forzato.    

La Cina è solo uno dei paesi con cui gli inglesi devono instaurare un buon rapporto internazionale, si mostrano determinati anche con le altre regioni del Pacifico. Luogo in cui si svolgeranno la maggior parte delle azioni economiche e strategiche per contrastare l’ascesa della Cina. 

Ma l’alleanza più certa rimane quella con gli Stati Uniti. L’amministrazione entrante Biden è molto più interessata alla diplomazia di quella di Trump, che non era incline a cercare consenso su una questione prima di agire.

La Gran Bretagna avrà un ruolo fondamentale nel dare una rinfrescata alla sua alleanza con l’Ovest. La Brexit ha reso le cose più semplici. Se gli inglesi avessero lasciato l’UE con un NO-Deal, le relazioni si sarebbero inacidite il che non sarebbe stato un bene per le sicurezza regionale e avrebbe reso più difficili i rapporti con la Casa Bianca. 

Il governo inglese avrà bisogno di forti relazioni gli Stati Uniti, l’Europa e con le potenze affini come Canada, Australia e Asia. Avendo lasciato l’UE e avendo perso la protezione che una grande coalizione di paesi può offrire, la Gran Bretagna ha bisogno più che mai di instaurare forti rapporti con tutti.

Recommended Articles

Skip to content