Riflessione sull’uso degli smartphone ai concerti

C’è chi dice sì e chi dice no. Perché usare i telefoni cellulari durante i concerti per fare video, foto e inviare audio tramite Whatsapp? Il popolo dei fan che assiste agli eventi musicali si divide ma sembra che alla fine a tutti, chi più e chi meno, capita di immortale con il telefonino almeno un istante dell’esibizione del proprio cantante preferito. Impossibile resistere al richiamo dei post sui social.

Dal concerto di Vasco Rossi, a quello dei Coldplay, passando per gli U2 sono solo alcuni degli eventi musicali di questa estate che hanno riunito sotto il palco migliaia di fan. Tutto bello, emozionante e unico, insomma, un’esperienza fantastica da vivere in prima persona e guardare con i propri occhi. Anzi no, con lo smartphone. 

Non c’è concerto senza che il pubblico porti in alto le mani, ma non per applaudire ma per fare video e foto con il cellulare. Da un lato per chi è sul palco, gli schermi che si illuminano tra il pubblico rappresentano uno spettacolo suggestivo.

Dall’altro lato, però, può diventare fastidioso e poco rilassante per chi vuole guardare con i propri occhi ed è costretto a muoversi in continuazione, per cercare un piccolo spazio tra le braccia dei fan che tengono in alto il telefono. 

Immaginiamo per un attimo di essere stati tra i 220mila di Modena il primo luglio. Inizia il concerto. Sulle note di Also sprach Zarathustra (Strauss) spunta una palla di fuoco sul maxi schermo dietro il palco. 

Vasco Rossi è ancora dietro le quinte quando i suoi fan alzano i cellulari al cielo per riprendere il suo ingresso. Guardare con i propri occhi l’entrata in scena del cantante? Impossibile. La visione è permessa solo attraverso lo smartphone della persona che, davanti, alza il telefono in alto. 

Ormai dall’esibizione del Blasco sono trascorse diverse settimane ma gli smartphone, usati durante i concerti, sono un rito che si ripete da anni. Più che un rito sembra un comportamento compulsivo, quasi incontrollabile, l’importante è postare online e ottenere più “mi piace” possibile.

Oltre alle foto e i video capita anche di registrare l’audio, rigorosamente con cellulare alla mano e braccio alzato, e inviarlo tramite la chat di Whatsapp. Che poi spedire un vocale, stando in mezzo al pubblico di un evento musicale, non è il massimo. Chi lo riceve ascolterà sicuramente una voce lontanissima, quella del cantante, che si confonde tra le urla dei fan. 

A questo punto poco importa della qualità dell’audio, delle foto e dei video. L’obiettivo è apparire e avere il consenso del popolo dei social.

Nonostante tra il pubblico ci sia sempre qualcuno, che per fortuna riesce a distinguere mondo reale da quello virtuale, invita ad abbassare gli smartphone. Niente. Le richieste restano inascoltate e coperte dalla musica. 

Anche se alla fine quando assistiamo a un evento tutti siamo spinti da una forza interiore, quasi incontrollabile, che ci spinge a prendere lo smartphone, alzare le braccia e scattare una foto. E poco importa se ci troviamo lontano dal palco l’immagine o il video sicuramente finirà sui social. Questo è l’importante. 

Foto

Il pubblico al concerto di Vasco Rossi al parco Enzo Ferrari, dove hanno partecipato 220.000 persone. Modena (Italia), 1 luglio 2017 (Foto di Francesco Castaldo/Archivio Francesco Castaldo/Mondadori via Getty Images)

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